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Bonus mobili 2017, ecco cosa si può acquistare

Rimane in vigore anche per il 2017 il cosiddetto “bonus mobili”, ossia l’acquisto di elettrodomestici e arredi legati a una ristrutturazione edilizia che deve essere stata iniziata nel 2016 e proseguire nell’anno in corso. La detrazione fiscale è del 50% su un importo massimo di 10mila euro e può essere sottratta dalle tasse in dieci quote annuali.

I beni che è possibile acquistare sfruttando il bonus mobili sono i grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+ (A nel caso di acquisto dei forni), oltre agli arredi provvisti di etichetta energetica e finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione edilizia.

In questa categoria rientrano anche i divani, i materassi e gli apparecchi di illuminazione.

Articolo visto su
Casa, ecco tutti gli sgravi del 2017 (Il messaggero)

Casa: tutte le agevolazioni per il 2017

Anche nel 2017 si confermano molte delle agevolazioni legate all’acquisto della prima casa, degli arredi e degli elettrodomestici nonché alle spese sostenute per le ristrutturazioni e l’efficientamento energetico. A chiarire le idee in merito, ci hanno pensato Facile.it e Mutui.it proponendo un utile vademecum sulle agevolazioni esistenti e sui requisiti necessari per fruirne. Si comincia con il Fondo Mutui Giovani Coppie, riconfermato anche per quest’anno, passando per le agevolazioni fiscali generiche destinate all’acquisto della prima casa, sino ai vari bonus previsti per le spese sostenute per le ristrutturazioni e i mobili.

Fondo Mutui Giovani Coppie

Il Fondo Mutui Giovani Coppie, nato nel 2011, grazie alla garanzia statale sul 50% della quota capitale del finanziamento richiesto, consente l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa anche a coloro che non hanno un contratto a tempo indeterminato, con la possibilità della detrazione Irpef degli interessi passivi in sede di dichiarazione dei redditi.Per accedervi occorre: che all’atto della presentazione della domanda, il nucleo familiare non possieda altri immobili ad uso abitativo; che l’abitazione si trovi sul territorio nazionale ed abbia valore inferiore a 250 mila euro e non rientri nelle categorie “lusso” (A1, A8 e A9). Tra i requisiti richiesti, inoltre, i componenti della coppia che fa la richiesta di accesso al fondo non devono avere più di 35 anni e devono aver costituito un nucleo familiare (anche di fatto) da almeno 3 anni. Sono ammessi al finanziamento anche i single under 35 che non hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato e altresì i lavoratori con contratti atipici

Le altre agevolazioni per l’acquisto

Le agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa non si esauriscono nel fondo. Ci sono, infatti, agevolazioni destinate a tutti, purché chi ne faccia richiesta abbia adempiuto ai requisiti necessari. Anzitutto, occorre trasferire, entro 18 mesi dall’acquisto, la residenza nel comune dove è ubicato l’immobile da acquistare. Se l’abitazione è destinata ad un nucleo familiare, i singoli coniugi, come stabilito dalla giurisprudenza più recente, possono anche avere residenza diversa, ma la famiglia deve necessariamente risiedere nel comune dove la casa viene acquistata. Occorre poi dichiarare che l’immobile da acquistare sarà destinato ad abitazione principale e che, quindi, il proprietario non possiede (né è usufruttuario) di altri immobili nello stesso comune, neanche in comunione di beni con il coniuge.

I bonus ristrutturazioni e mobili

Tra le altre agevolazioni, inoltre, ricorda il vademecum, anche nel 207 sono confermati i vari bonus per le ristrutturazioni, per i mobili e le riqualificazioni energetiche.Quanto ai mobili ed elettrodomestici, in particolare, chi debba acquistarli a seguito della ristrutturazione della propria casa potrà detrarre fino al 50% delle spese sostenute (con un tetto massimo di 10mila euro), purchè si tratti di nuovi acquisti e i lavori di ristrutturazione siano iniziati nel 2016. Il bonus è destinato ai proprietari di immobili (anche affittati a terzi), nudi proprietari o usufruttuari, titolari in comodato d’uso, soci di cooperative, imprenditori, società, imprese familiari
Fonte: Casa: tutte le agevolazioni per il 2017
(www.StudioCataldi.it)

«La mia casa è antisismica?» Alcune cose da sapere

Alcune informazioni per conoscere meglio la propria abitazione e le caratteristiche che ne determinano la sicurezza

da Il Giornale della Protezione Civile – In merito alle preoccupazioni di molti cittadini relative all’antisismicità delle proprie abitazioni, pubblichiamo in linea generale alcune informazioni.

La cosa fondamentale e preliminare da sapere è la valutazione del rischio sismico nella zona da edificare o nella zona edificata. La classificazione delle zone a rischio sismico va da 1 (grado più alto) a 4. La progettazione antisismica è obbligatoria, per edilizia pubblica, nelle zone 1, 2 e 3.

Per sapere quale sia il rischio sismico nel proprio Comune cliccare qui.

Gli edifici nuovi, per essere considerati antisismici, devono possedere i seguenti requisiti: capacità di evitare crolli, perdite di equilibrio e dissesti gravi, totali o parziali, mantenimento di resistenza, stabilità e funzionalità nel tempo.
I materiali che devono comporre una casa considerabile antisismica devono essere: cemento armato normale o precompresso (quest’ultimo è più resistente dal momento che viene preventivamente sottoposta a sforzi di tensione e pressione), oppure cemento armato con barre d’acciaio, di diametro di 5mm, al carbonio, o acciaio inossidabile o con rivestimento speciale, ed infine un altro materiale è il legno assemblato con adesivi o giunture meccaniche.

La legge stabilisce anche le procedure da seguire nella costruzione e verifica degli edifici affinché non risentano di un’eventuale sisma e sancisce anche che lo spessore minimo di un muro portante deve essere di 15 cm, il massimo di 50 cm.

L’altezza dell’edificio poi deve essere regolata in relazione alla classificazione sismica del territorio: ad esempio, le case che ricadono in zona 1, quella a massimo rischio sismico, non devono superare i due piani di altezza.

La costruzione di un edificio antisismico costa mediamente il 30% in più rispetto a uno normale.

Per l’adeguamento e il miglioramento della sicurezza antisismica di edifici di vecchia o recente costruzione, dunque già esistenti, bisogna che si seguano le stesse regole di progettazione, uso dei materiali e verifica della staticità sancite per le case antisismiche di nuova costruzione.

Per capire se la propria abitazione è antisismica conviene recarsi presso il Comune o la Provincia, controllare se il progetto delle strutture è stato a suo tempo depositato e farsi dare spiegazioni sullo stesso dagli addetti dell’Ufficio.

Importante è anche rivolgersi a tecnici che abbiano un’esperienza comprovata in questo ambito (anche se è importante sapere che non esiste una certificazione di “tecnico specializzato nell’antisismicità”): ingegneri o architetti che conoscano bene le norme e i materiali necessari e che si informino sulla storia dell’edificio in maniera abbastanza completa e che siano disponibili a fare dei rilievi se la documentazione è assente.

Per una valutazione della correttezza sismica di un edificio ad esempio di circa 600 metri quadrati i costi si aggirano tra i 12 mila euro e i 20 mila euro, ha fatto sapere il professore della facoltà di Ingegneria di Pavia, Guido Magenes, in un’intervista rilasciata alla rivista scientifica Moebius.

Un altra caratteristica che un edificio antisismico deve possedere è la regolarità strutturale: più i diversi piani sono costruiti con gli stessi muri più l’edificio sarà stabile, se ogni piano invece ha muri in posizioni diverse rispetto al piano sottostante o superiore, il rischio di non antisismicità dell’edificio è più alto.

Una volta conosciuto dunque il grado di rischio sismico del proprio territorio si può valutare, con le dovute normative e con i consulti dei tecnici competenti, se la propria abitazione è a norma di legge antisismica

Monte San Vito: inaugurato il primo appartamento per persone con disabilita’ uditiva

E’ stato presentato a Monte San Vito l’esito del progetto di realizzazione di un appartamento per persone con disabilità uditiva. Presenti i rappresentanti di 3T Costruzioni, Studioinomovimento e On Demand Group.

Ascoltare con gli occhi: a Monte San Vito, la domotica abbatte le barriere

Alla presenza di autorità e rappresentanti di 3T Costruzioni, Studioinomovimento e On Demand Group, presentato l’esito del progetto per l’accessibilità dell’appartamento alle persone con disabilità uditiva.

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